Il 7 Giugno del
1417 Giovanni di Bicci dei Medici, padre di Cosimo il Vecchio acquistò
da Tommaso Lippi il primo nucleo di una proprietà che consisteva
di un palazzo dotato di corte, loggia, pozzo, cantina, cappella, stalla,
colombaia, torri e orto murato.
Dopo la morte di
Giovanni di Bicci, avvenuta nel 1429, si dovette presentare la necessità
di eseguire dei lavori di sistemazione della villa, abitata dalle famiglie
dei due eredi, i fratelli Cosimo e Lorenzo. E'
certamente da collocarsi in questo periodo un primo intervento tradizionalmente
attribuito a Michelozzo e i lavori dovettero svolgersi negli anni precedenti
il 1440, probabilmente dopo il ritorno di Cosimo dall'esilio del 1434.La
grande entità delle spese sostenute per i lavori, superiore a quella
dell'acquisto nel 1417, fa ritenere che l'intervento dovette essere piuttosto
consistente. Certamente esso ebbe come centro generatore il cortile loggiato
la cui forma trapezoidale, dovuta al taglio diagonale della strada, risulta
abilmente regolarizzata.
Il palagio dei
Medici dopo i lavori di Michelozzo si presentava come un blocco compatto,
con le facciate intonacate in cui si aprivano finestre di misura più
ridotta e di foggia più semplice rispetto alle attuali, dove il
coronamento merlato in aggetto su mensole in pietra fungeva da elemento
unificante e caratterizzante del nuovo assetto.
Nonostante le similarità
con le costruzioni del Trebbio e di Cafaggiolo, tuttavia Careggi manteneva
un aspetto più proprio del palagio che della fortezza.
A Michelozzo sono
da attribuire anche i corpi aggettanti delle due logge ad ovest, opposte
ma non di uguale dimensione, che rompono la compattezza della costruzione
proiettandosi all'esterno.
Proprio accanto
al palazzo furono realizzati i locali di servizio, destinati al fattore,
ai famigli e alle stalle. Fra l'abitazione dei signori e questi locali
fungeva da cerniera un grande cortile rettangolare scoperto.
Dopo la morte di
Cosimo il Vecchio, avvenuta proprio a Careggi nel 1464, seguita cinque
anni dopo da quella del figlio Piero il Gottoso, fu il nipote Lorenzo il
Magnifico a diventare il capo della famiglia Medici. Careggi
fu una delle residenze preferite di Lorenzo, che amò circondarsi
degli amici dell'Accademia Platonica, alcuni dei quali, come Marsilio Ficino,
avevano la propria residenza negli immediati dintorni. La villa divenne
una delle più famose di Firenze, il più importante centro
culturale dell'epoca, convegno di, oltre al Ficino già ricordato,
Pico della Mirandola, Agnolo Poliziano, Donatello, Michelangelo, etc. Nella
villa, dove era anche nato, morì nel 1492 Lorenzo e con lui finì
il periodo di splendore della villa.
La villa subì
alterne vicende, tra cui anche un incendio per opera degli Arrabbiati,
finché nel 1534 il Cardinale Giulio dei Medici, la lasciò
in eredità al duca Alessandro.
Questi,
prima della morte, avvenuta tre anni dopo, incaricò il Pontormo
ed il Bronzino di decorare la loggetta nell'aggetto posteriore.
Passata nel patrimonio
del Granduca Cosimo I, discendente di un ramo collaterale, la villa perse
l'importanza che aveva avuto per un secolo.
Nel 1609 la Villa
passò a Don Carlo che, dopo la nomina a cardinale nel 1615, intraprese
un ampio progetto di trasformazione degli interni della villa e del giardino
per il quale chiamò Giulio Parigi, già impegnato per il giardino
di Boboli.
Passata alla casa
Lorena dopo che questi succedettero nel Granducato ai Medici, la villa
venne venduta nel 1779 a Vincenzo Orsi. Questi non ebbe difficoltà
ad affittarla, soprattutto ad inglesi, visto la fortuna che aveva in quegli
anni il mito di Lorenzo e dell'Accademia Platonica in ambiente anglosassone.
Nella metà
dell'800 la villa fu venduta a F.J.Sloane, nobiluomo inglese, assai noto
a Firenze nel suo tempo. Proprio in questo periodo si hanno le ultime importanti
modifiche: il prolungamento della facciata di levante con il proseguimento
del coronamento merlato Michelozziano fino a comprendere il grande cortile
rettangolare aperto che venne ridotto e chiuso per ottenere un bell'atrio
quasi quadrato con volte.
Nel 1936 il complesso
venne venduto all'Arcispedale di S. Maria Nuova ed oggi è in uso
alla ASL. |